Scopri la musica che c’è in te: Pennac, il gruppo, l’integrazione

scopri la musica che c'è in te

Da una poesia di Daniel Pennac

Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare.
La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia.
Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo,
è un’orchestra che suona la stessa sinfonia. E se hai ereditato
il piccolo triangolo che sa fare solo tin tin, o lo scacciapensieri
che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano
al momento giusto, il meglio possibile, che diventino un ottimo triangolo,
un impeccabile scacciapensieri, e che siano fieri della qualità che
il loro contributo conferisce all’insieme. Siccome il piacere dell’
armonia li fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo triangolo
conoscerà la musica, forse non in maniera brillante
come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica”.
(D. Pennac, Diario di scuola, 2007)

Cosa vogliamo dire? Proviamo a parafrasare questa meravigliosa poesia di Pennac…

Quando lessi per la prima volta questi versi, rimasi a dir poco affascinata di come con poche semplici parole si potesse dare un’immagine concreta a un concetto che oggi va tanto di moda ma che difficilmente trova applicazione: l’integrazione.

Nel gruppo classe immaginato da Daniel Pennac ogni bambino esprime sé stesso in modo del tutto personale e, proprio per questo motivo, in modo del tutto speciale e ogni suono trova un senso nuovo solo quando vibra assieme agli altri - twitta questa frase! > .

Cosa significa allora essere un’orchestra? Che non possiamo pensare che il nostro suono possa bastare solo a noi stessi.

Come diceva Lewin:

il gruppo è qualcosa di più della somma delle singole parti

e, tra gli altri, riusciamo a scoprire il valore del nostro contributo, grande o piccolo che sia.

Cosa possiamo fare noi direttori d’orchestra? Scopriamo il punto “g”! 🙂

Un simpatico gioco di parole per dire che la soluzione è qui davanti ai nostri occhi! Provate a togliere una “g” alla parola “integrazione” - twitta questa frase! > …Fatto ? Cosa viene fuori? … Risposta esatta …INTERAZIONE!

E’ nell’interazione con gli altri che realizziamo la piena integrazione: dobbiamo creare le basi per una società accogliente, sensibile, disposta ad accogliere le diversità come opportunità. Come adulti, come educatori, come “impalcature di sostegno” il nostro sforzo deve essere quello di preparare un ambiente fertile in cui tutti possano trovare il bello in ciò che sanno dare, nella percezione di essere utili, nella convinzione di avere un proprio posto nel mondo.

La scuola ha un grande potere: far venire fuori le meravigliose note che ci sono in tutti noi… un onore e un onere allo stesso tempo; d’altronde un bravo direttore d’orchestra lavora di spalle, quasi in silenzio, ma riesce a creare un’atmosfera così magica da togliere il fiato.

Ogni anno è  diverso dagli altri e ogni bimbo è  diverso dagli altri così come ogni strumento ma tutti hanno la voglia di suonare… guardate questo video ideato da Telethon in occasione del primo giorno di scuola e vedrete quanto questo è vero!

E allora mai come in questo caso: “Musica, maestro!” 🙂

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