Sbagliando si impara? Certo! E si cresce insieme!

sbagliando si impara

Cosa c’è dietro i nostri modi di dire? Ricordi le parole che i tuoi genitori ti rivolgevano quando eri piccolo? Cosa trasmettiamo di ciò che ci è stato tramandando ai nostri figli o ai nostri alunni? Non poco … a dir il vero! Alle mamme di Socialmamma è stato chiesto:

Quale di questi proverbi rivolgeresti ai tuoi figli?

Tra le opzioni:

  1. chi fa da sé fa per tre
  2. chi troppo vuole nulla stringe
  3. sbagliando si impara
  4. chi dorme non piglia pesci.

Il 60% delle nostre utenti intervenute ha optato per la terza opzione: sbagliando si impara.

Come possiamo interpretare questo dato? I proverbi non sono stati citati a caso ma rappresentano degli indicatori di differenti modalità di risoluzione dei problemi e di approccio all’apprendimento e al raggiungimento dell’autonomia a cui si vuole indirizzare il bambino.

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Cosa significa sbagliando si impara?

Ad esempio, quando diciamo “sbagliando si impara” stiamo considerando il valore dell’errore all’interno del percorso di apprendimento: sbagliare rappresenta una risorsa per il bambino che apprende - twitta questa frase! > . L’apprendimento per “prove ed errori” è stato studiato da uno psicologo americano, Thorndike, secondo cui l’apprendimento si ottiene attraverso un sistema di premi-punizioni innescando una sorta di continua sfida con se stessi.

“Sbagliando si impara” è la via che le nostre mamme e le nostre insegnanti, usano per coltivare le “abilità per la vita” dei nostri piccoli, per coltivare, cioè, quelle piccole o grandi capacità che permettono ai nostri piccini di affrontare le sfide della vita quotidiana. Una delle “abilità per la vita” che riecheggia quando ci si rivolge a un bambino dicendo “sbagliando si impara” è l’autostima, che dà la forza per non scoraggiarsi, per rialzarsi, per tornare a prendere decisioni (decision making) e per risolvere problemi (problem solving).

“Sbagliando si impara” vuol dire, quindi, riuscire a tollerare la frustrazione e le altre emozioni negative al fallimento. Un crogiolo di emozioni che dobbiamo tenere in considerazione quando ci relazioniamo con chi cresce e che significa anche apprendere guardando l’altro che sbaglia in un confronto reciproco: crescere insieme, appunto.

Il significato degli altri proverbi in un’ottica di apprendimento

Non è questo di certo il caso del “chi fa da sé fa per tre”, espressione che cela un apprendimento quasi monastico in cui l’altro – un pari o un adulto – non si caratterizza come un sostegno bensì come un ostacolo. Ma l’uomo, un animale sociale per eccellenza, non può prescindere dalla sua presenza.

I proverbi “chi dorme non piglia pesci” e “chi troppo vuole nulla stringe” suggeriscono, infine, le modalità pratiche con cui approcciarsi all’apprendimento: un atteggiamento propositivo e attivo che vada per fasi e che si avvalga della consapevolezza e della responsabilità personale del nostro piccino.

Un saluto da Social Mamma e non vi preoccupate “sbagliando si impara”!

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Parola chiave: sbagliando si impara