Rientro al lavoro dopo la maternità: come gestirlo al meglio

Rientro al lavoro dopo la maternità

E siamo giunte al momento di riprendere a lavorare dopo la nascita di nostro figlio. Come per le cose che ci lasciano l’amaro in bocca, sapevamo che il momento del rientro al lavoro dopo la maternità sarebbe arrivato ma ci sembrava così lontano… e invece eccolo qua!

Come faremo senza il nostro piccolo? Come farà il nostro bambino senza di noi?

Domande da cento milioni di dollari a cui nessuno potrà rispondervi ma ci proviamo…

Cosa prova la mamma al momento del rientro al lavoro

Innanzitutto proviamo a capire quali sentimenti pervadono l’animo della mamma che sta per rientrare al lavoro dopo la maternità.

  • Senso di colpa: questo è il vissuto più significativo e frequente che potrà invadervi. Quanto vi sentite in colpa da 1 a 10 andando a lavorare? - twitta questa frase! >  Probabilmente almeno 8. Questa emozione è legata all’impossibilità materiale di potervi prendere cura di vostro figlio, non potrete più fare per lui ciò che lui si aspetta, ciò che lui è abituato a ricevere.
  • Ansia: al senso di colpa saranno inevitabilmente legati altri vissuti, come ad esempio l’ansia. Una vera e propria ansia da prestazione in quanto potrebbe capitare che, nei momenti in cui non siete impegnati dal lavoro, cerchiate di farvi in quattro per recuperare il tempo perso con vostro figlio…questo va bene solo se non vi mette in ansia…
  • Frustrazione: è chiaro che, come abbiamo più volte ripetuto, non siete Wonder Woman - twitta questa frase! >  e, quando vi accorgerete che conciliare al meglio famiglia e lavoro è un’altra grande impresa della vostra vita da mamma, potreste sentirvi frustrate, malinconiche, nervose. Insomma davvero stressate!
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Cosa fare per rendere più sereno il rientro al lavoro dopo la maternità?

  1. Giochiamo d’anticipo: cosa facciamo quando vogliamo iniziare ad andare a correre ma non l’abbiamo mai fatto prima? Iniziamo a fare walking! Iniziamo a camminare velocemente. Per ogni fase di cambiamento occorre un periodo di preparazione - twitta questa frase! > e questa, più di ogni altra, lo necessita. Sia per il bene del bambino che per il bene della mamma.
  2. Nei panni del bambino: il bambino in questi mesi avrà acquisito delle abitudini che ormai si sono sedimentate: addormentarsi tra le braccia della sua mamma, in quella o quell’altra posizione, con quella o quell’altra canzoncina, fare il gioco dell’aeroplano quando arriva la pappa. E’ necessario iniziare a sfumare la presenza della mamma a vantaggio delle figure che avranno cura del piccolo quando lei è a lavoro. La nonna o il nonno potranno far addormentare il bambino anche quando c’è la mamma o si occuperanno del momento del pranzo assieme a lei. Sarebbe meglio che sin dall’inizio, ci sia un’alternanza di figure in questi momenti “critici” in modo che il cambiamento avvenga più serenamente.
  3. Nei panni della mamma: un distacco graduale permetterà anche alla mamma di vivere questo momento con meno sensi di colpa - twitta questa frase! >  ma come un passaggio inevitabile che segna una tappa di crescita non solo per il bambino ma anche per voi. Ragionate con l’ottica che state regalando un po’ di autonomia al vostro cucciolo, e questo è il regalo più bello che una mamma possa fare per lui.

In fondo

“I vostri figli non sono figli vostri… sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.” [Kahlil Gibran]

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