Quanto deve dormire un bambino? Cosa fare per farlo sentire riposato?

Ore di sonno nei bambini e negli adulti

Quanto deve dormire un bambino? Un sonno corretto influisce sul suo rendimento a scuola? Cosa possiamo fare per migliorare il sonno dei nostri figli? Vediamo un po’ di rispondere a tutte queste domande!

Quanto deve dormire un bambino? Quante ore sono necessarie?

Un punto di discussione molto frequente che emerge tra i discorsi delle mamme è proprio questo: quant0 deve dormire un bambino?

La Sipps, Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, ha individuato un numero di ore di sonno ottimali rispetto alla fascia d’età [fonte: http://www.salute24.ilsole24ore.com]

  • Con bambini con meno di 5 anni di età non si dovrebbe mai scendere al di sotto delle 11 ore di sonno.
  • I bambini fra i 5 e i 10 anni dovrebbero invece dormire almeno 10 ore.
  • A partire dai 10 anni in su le ore di sonno consigliate sono almeno 9.

Ma questo, per la Sipps, non basta:

affinché si possa essere davvero degli studenti modello è importante, infatti, che i ritmi sonno/veglia siano ben impostati

Il dottor Plazzi, docente di neurologia dell’Alma Mater ed esperto di problemi legati al sonno all’interno dell’Irccs delle Scienze neurologiche dell’Ausl all’ospedale di Bellaria — sposta l’attenzione dal quanto deve dormire un bambino al “come” deve dormire, alla qualità del sonno:

è necessario che i bambini e i ragazzi non vengano svegliati prima che siano davvero riposati (e questo può essere un bel problema se la campanella suona presto!), se così non fosse ci potrebbero essere ripercussioni sull’apprendimento o anche di tipo comportamentale.

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Cosa possono fare i genitori per aiutare i figli a riposare bene?

Ecco 3 piccole regole a cui noi genitori dovremmo attenerci per aiutare i nostri figli a riposare bene:

1. Non mandare il bambino a letto troppo tardi

In un mondo ideale noi genitori dovremmo adattare i nostri stili di vita alle esigenze di riposo dei nostri figli.

E’ opportuno che siano i genitori a cambiare i loro orari, i loro ritmi e le loro abitudini tenendo in considerazione quanto prezioso è il sonno per i loro figli.

Questo non vuol dire non uscire mai, ma trovare il giusto compromesso per ritagliarsi qualche ora di svago fuori casa evitando che si faccia troppo tardi e che i piccoli si trovino ad addormentarsi fuori e poi magari a spezzarne il sonno per mettere il pigiama, lavarsi i denti ed infilarsi nel letto.

2. Non svegliare il bambino troppo presto

E’ vero che la mattina la casa dei genitori che lavorano è un porto di mare, ma considerate anche il fatto che un bambino che viene privato delle proprie ore di sonno, può essere irritabile, distratto e alle volte iperattivo senza contare anche che il sonno agevola i processi della memoria. Se possibile, non svegliate i vostri bambini prima delle 7,30!

3. No a tablet e telefoni prima di dormire

Tablet e telefoni non vanno semplicemente allontanati, ma categoricamente spenti. Luci o rumori di sottofondo potrebbero interrompere il sonno profondo e questo, a lungo andare, potrebbe avere ricadute in termini di obesità, pressione arteriosa e rischio di diabete.

Quanto deve dormire un adulto?

Abbiamo visto come e quanto deve dormire un bambino… ma agli adulti chi ci pensa? Il sonno in fondo è importante per tutti… e chi più dei genitori lo sa! Per noi grandi, 7-8 ore di sonno possono bastare, né di più né di meno! Questo consigliano gli esperti.

A tal proposito vogliamo proporvi una ricerca tratta dal New York Times che, sebbene non testata sui bambini ma sui lavoratori, ci aiuta a capire l’importanza di fare la nanna!

I lavoratori più affidabili sono quelli con 7-8 ore di sonno a notte.

Una ricerca finlandese ha analizzato, per 7 anni, le abitudini relative al sonno correlandole con i giorni di permesso al lavoro prendendo in considerazione 3670 lavoratori di età compresa tra i 30 e i 64 anni. E i risultati hanno dimostrato che i giorni persi per malattia sono associati con le abitudini di sonno dei lavoratori.

Non sorprende di certo che la gente che non ha abbastanza ore di sonno a causa dell’insonnia o di altri problemi legati al sonno ha più probabilità di mancare al lavoro. Quello che sorprende, invece, è che i dormiglioni non sono da meno: tra i lavoratori che hanno richiesto giorni extra per malattia, infatti, sono in testa quelli che dormono circa 5 ore per notte ma anche coloro che superano abitualmente le 10 ore di sonno.

I dipendenti con meno giorni di malattia invece sono risultati:

  • le donne con una media di 7 ore e 38 minuti di sonno per notte
  • gli uomini con una media di 7 ore e 46 minuti di sonno per notte.

I risultati dello studio sono stati pubblicati nel numero di settembre del “Medical Journal Sleep” [tratto dal New York Times – traduzione a cura di Valeria Minervini]

Una ricerca curiosa che, come al solito, ci porta a una riflessione quasi banale ma forse non così ovvia: la giusta misura sta nel mezzo. Assaporate la bellezza di passare una serata con i vostri bambini ma poi di corsa a nanna!

In fondo se ci pensiamo però…

Molte persone passano la loro vita andando a letto quando non hanno sonno ed alzandosi quando ce l’hanno (Cindy Adams).

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