Perché ci piace la neve? E perché la neve fa crescere i bambini?

Perché ci piace la neve

La domanda è d’obbligo: Perché ci piace la neve? Questi giorni siamo stati letteralmente sommersi dalla neve, tanto che i bambini spesso non sono andati a scuola. I piccoli hanno passato ore affacciati alla finestra ad ammirare il paesaggio innevato o, ancora più di frequente, in strada a modellare enormi pupazzi attribuendogli i nomi più originali.

Ma perché ai bambini (e anche ai grandi…) piace così tanto la neve?

La ragione per la quale la neve piace e i riflessi della neve sulla crescita dei nostri figli

Perché ci piace la neve: 1) l’effetto sorpresa

La neve arriva all’improvviso e ti sorprende mentre sei intento a fare altre cose. Secondo Ekman e Frieser la sorpresa è una delle emozioni fondamentali assieme a tristezza, rabbia, felicità, paura e disgusto. Come le altre ha un valore adattivo, ovvero allertando il nostro corpo da un punto di vista fisiologico, permette poi di adattarsi in risposta alla situazione nuova che si è presentata. Ad esempio la sorpresa può trasformarsi in gioia!

Perché ci piace la neve: 2) la sorpresa innesca la creatività

Secondo Donald Winnicott,

la capacità di provare ancora stupore è essenziale nel processo della creatività

Essere “incastrati” nella routine quotidiana soffoca quello che in psicologia viene chiamato il “pensiero divergente”, ovvero l’atto creativo (Guilford, 1950). La sorpresa stimola il pensiero divergente perché permette di immaginare soluzioni diverse da quelle alle quali converge la maggior parte della gente. È così arriva la neve, ma con la neve cosa si può fare? “Il pupazzo di neve”, direbbe la maggior parte dei bambini (pensiero convergente), altri invece potrebbero decidere di costruire un castello di ghiaccio o giocare a scivolare con lo slittino (pensiero divergente). Chiariamoci: non c’è un pensiero giusto e uno sbagliato, entrambi sono complementari.

Perché ci piace la neve: 3) la creatività stimola il problem solving

Quanto più i bambini si trovano di fronte a situazioni nuove, tanto più attiveranno il meccanismo di “risoluzione dei problemi” qualora si presentino. Sarà importante fare in modo che i piccoli siano autonomi in questo processo e che imparino a saper prendere decisioni, anche sbagliate, da rivedere attivando nuovi processi di problem solving. Solo così potremo avere castelli di ghiaccio meravigliosi costruiti da piccoli ingegneri che hanno saputo progettarli e realizzarli da soli!

La neve fa crescere i bambini

Riassumendo il messaggio è questo:

la neve ci ha insegnato in questi giorni che ai bimbi piace “l’effetto sorpresa” e che la sorpresa, se ben canalizzata, è generatrice di altre abilità importanti per la crescita dei nostri ometti e delle nostre signorine.

Non potrà esserci neve ogni giorno (per fortuna…), ma sta a noi creare l’effetto sorpresa!

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