Mappe concettuali per DSA: come impostare il lavoro?

Mappe concettuali per DSA

Tanto se  ne parla, ma in generale è un argomento su cui c’è poca chiarezza. E invece quello delle mappe concettuali per i DSA è un tema che merita la giusta attenzione. Proviamo a dare qualche consiglio con l’avvertenza che le regole di base sono applicabili sia alla scuola dell’infanzia che ad elementari e medie.

La chiarezza nelle mappe concettuali per DSA

E’ proprio la chiarezza il primo accorgimento per chi usa le mappe concettuali come metodo di studio e vuole trasmetterlo ad un bambino con DSA. Essere chiari aumenterà nel bambino la motivazione allo studio - twitta questa frase! >  in quanto gli permetterà di ridurre stati d’animo negativi quali ad esempio la frustrazione derivante dal non riuscire a comprendere accuratamente un testo.

Ma perché le mappe concettuali sono così utili per i bambini con DSA?

Un bambino con DSA, di solito, non riesce a cogliere il senso di un testo molto lungo: questo succede perché concentrandosi troppo sulla “performance” perde la concentrazione sul significato delle parole. In questi casi la mappa concettuale è uno strumento chiave per facilitare l’apprendimento. Ma le mappe concettuali sono utili anche per memorizzare e per ripetere un concetto a distanza di tempo - twitta questa frase! > . La loro logica aiuterà ad aprire ad uno ad uno i cassetti della memoria nell’ordine giusto.

Come creare una mappa concettuale per DSA?

Prima di iniziare a costruire la mappa concettuale (che sia per DSA o non DSA) è fondamentale un’analisi preliminare del testo. Tale analisi prevede due momenti specifici:

  1. Individuazione del focus del discorso: evidenziare l’argomento del testo da studiare o analizzare;
  2. Scomposizione del testo: invitare il bambino a identificare i concetti principali. Attenzione, però! Un “concetto principale” non è semplicemente un paragrafo ma un “blocco logico”. Al fine di individuarlo accuratamente, dovrete procedere creando delle macro-categorie e poi le dovrete etichettare come se fossero sottotitoli. Facciamo un esempio: individuato il tema principale (poniamo la prima guerra mondiale), dovrete scomporlo in tanti sotto argomenti. Alle volte il vostro allievo sarà ingannato dalla suddivisione del libro in paragrafi ma in realtà spesso la fine del paragrafo non indica la fine del sotto argomento. Creando ed etichettando questi sotto-argomenti (le macro-categorie, appunto) ovvierete a questo problema e fornirete un valido aiuto al vostro allievo.

 

 

 

Perché le mappe concettuali sono utili nella scuola di oggi?

Alcuni potranno obiettare:

perché a scuola, oggi, si presenta la necessità di costruire le mappe concettuali? Non vanno bene i “metodi classici”? Che fine fanno il tema, il dettato o il riassunto?

Su questo aspetto è utile un chiarimento: le mappe concettuali e, più in generale, le nuove modalità di approccio allo studio (anche quelle supportate dalla tecnologia tipo libri digitali, sintesi vocale, software ecc) non sostituiscono il modo classico di apprendere ma vi si vanno ad affiancare.

Detto ciò, la domanda sorge spontanea…

Perché? Perché c’è bisogno di nuove modalità di apprendere? Perché si avverte la necessità di questa integrazione metodologica?

Risposta 🙂 Perché ci sono allievi che hanno modalità di apprendimento diverse da quelle classiche (i DSA, appunto) e perché abbiamo bisogno di tutelarli garantendo loro un ambiente di apprendimento non ostile: è quindi opportuno prevedere per loro percorsi adeguati e personalizzati sia in ambito scolastico che in ambito extrascolastico.

Che risultati speriamo di ottenere dai DSA attraverso le mappe concettuali?

Sui DSA c’è molta disinformazione, è bene chiarire in maniera decisa (e gridarlo ai quattro venti affinché tutti l’abbiano ben chiaro) che:

  1. quoziente intellettivo: il Disturbo Specifico di Apprendimento si riferisce a una difficoltà specifica relativa alla capacità di lettura, di scrittura e/o di calcolo ma che non implica un’alterazione del funzionamento intellettivo generale.
  2. strumenti compensativi dispensativi: se adottiamo adeguati strumenti compensativi e dispensativi, possiamo garantire ai bambini e ragazzi con DSA, e chiaramente agli adulti, un ambiente di apprendimento meno frustrante e più stimolante.

Grazie alle mappe concettuali, i DSA vedranno rispettati i loro tempi e le loro modalità di apprendimento e potranno giungere agli stessi identici livelli di apprendimento di chi non ha queste difficoltà…

E poi le mappe concettuali sono facili e divertenti da realizzare e da studiare. Per tutti!

Ecco il perché delle Mappe concettuali per DSA e non DSA!

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L’invito della legge agli insegnanti: modulate la vostra cassetta degli attrezzi didattici

Sicuramente, quando noi eravamo piccoli non c’era molta consapevolezza di cosa fossero i DSA e di come “affrontarli”, oggi c’è. E in più ci viene anche in aiuto la legge! Il Parlamento, l’8 ottobre 2010, ha infatti approvato la Legge 170 – “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” che riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, denominati “DSA” e fornisce le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento.

Un riconoscimento estremamente importante perché tutela il diritto allo studio di bambini e ragazzi con DSA e invita gli insegnanti a modulare la propria “cassetta degli attrezzi didattici”, perché no, anche usando le mappe!

Vi lascio con questa citazione che fa proprio al caso nostro:

“Tutto ciò che ha valore nella società umana dipende dalle opportunità di progredire che vengono accordate ad ogni individuo.” Albert Einstein

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