Latte bio in gravidanza: allarmanti esiti di un nuovo studio

latte bio in gravidanza

Latte bio in gravidanza: allarmanti esiti di un nuovo studio

Per le donne incinte o in cerca di una gravidanza, le accortezze da prendere sul piano alimentare sono davvero molte.

Come ogni buon ginecologo non mancherà mai di consigliare, è fondamentale seguire una dieta adeguata, che assicuri il giusto apporto di calorie e nutrienti per la mamma e per il suo piccolo, evitando pericolose fluttuazioni del peso corporeo.

I suggerimenti più noti riguardano il consumo di molta frutta e verdura, sempre accuratamente lavata e disinfettata, nonché di carboidrati complessi, pesce e tanta acqua, utile per mantenere una buona idratazione. Per approfondire l’importanza di una corretta alimentazione durante questo delicato momento della vita femminile, si possono consultare i portali web dedicati a questo tema: a partire dalla quinta settimana di gravidanza, in particolare, quando spesso si ha appena scoperto di essere incinte, è bene adottare immediatamente tutte le norme alimentari del caso. Non tutte le future mamme sanno che la quinta settimana coincide spesso con la scoperta dello stato interessante e che ci si trova nella fase forse più delicata per lo sviluppo del piccolo. In questo caso, sapere cosa fare, cosa non fare e come comportarsi è determinante per il benessere del bambino (qui delle preziose informazioni su cosa avviene in gravidanza settimana per settimana).

Tenersi sempre informate, leggere il parere degli esperti e le esperienze delle altre mamme è un’ottima strategia per affrontare al meglio ciò che succede al proprio corpo, soprattutto considerando che durante i primi mesi di gravidanza ci si potrebbe sentire smarrite e spaventate, anche per via del carico ormonale in aumento.

Molte donne, durante la gravidanza, optano per l’assunzione di cibi biologici: oltre ad essere un po’ la moda del momento, questi alimenti, prodotti nel rispetto degli animali e dell’ambiente, presentano spesso ottimi valori nutrizionali e sono liberi dalla contaminazione di pesticidi, fertilizzanti chimici ed ormoni. Sebbene il ricorso a questi alimenti potrebbe sembrare un’ottima idea, i dati emersi da un studio recentemente pubblicato sulla rivista “Food Chemistry”, suggerirebbero di fare grande attenzione soprattutto nei confronti del latte bio.

I risultati dello studio

Gli studiosi dell’Università di Reading (Inghilterra), sotto la guida del professor Ian Givens, hanno scoperto che il latte prodotto negli allevamenti biologici è caratterizzato da un contenuto molto ridotto di un importante sale minerale: lo iodio. La concentrazione di questo elemento sarebbe, in media, pari ad un terzo di quella presente nel latte convenzionale.

Lo iodio è un nutriente fondamentale per la salute umana e per il corretto funzionamento del nostro organismo: negli individui adulti, esso prende parte alla formazione degli importantissimi ormoni tiroidei, che regolano svariate funzioni fisiologiche, soprattutto a livello di metabolismo.

Come suggerito dagli studiosi, le patologie legate alla carenza di questa sostanza nella dieta, come il gozzo, sembravano ormai solo un vecchio ricordo nelle nostre moderne società. Eppure, la diffusione di nuove abitudini alimentari, che spesso tengono conto più delle esigenze ideologiche che di quelle mediche, ne sta favorendo la ricomparsa.

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L’importanza dello iodio in gravidanza

Lo iodio è particolarmente importante durante i primi mesi di gravidanza. Esso è indispensabile per permettere il corretto sviluppo del sistema nervoso del feto: studi precedenti hanno dimostrato che i bambini dati alla luce da donne che hanno sofferto di una carenza di questo nutriente durante la gestazione, possono presentare deficit cognitivi e ridotto quoziente intellettivo.

É bene seguire sempre i consigli del proprio medico, anche per quanto riguarda l’assunzione di iodio, tuttavia, a scopo puramente informativo, possiamo ricordare che durante la gravidanza il fabbisogno di questo elemento è mediamente di 175 microgrammi al giorno.

Anche nel periodo precedente alla gestazione è importante che l’aspirante mamma curi la sua alimentazione, provvedendo anche ad un corretto apporto di iodio. Carenze nel periodo pre-gestazionale possono favorire aborti spontanei, aumentare il rischio di decesso perinatale e causare vari tipi di anomalie.

Va detto che quello del latte biologico rappresenta un grave problema soprattutto nel Regno Unito, dove questo alimento è, in effetti, la principale fonte di iodio. In Italia le cose stanno diversamente ed il consumo di pesce, molto diffuso lungo tutta la penisola, solitamente è sufficiente per mettere al riparo da questo pericolo.

Per assicurarsi un corretto apporto di questo elemento, il consiglio è dunque quello di preferire i prodotti ittici alle carni, soprattutto a quelle rosse. In più, si raccomanda il consumo di grandi quantità di frutta, verdura e cereali, nonché il ricorso al cosiddetto sale iodato, ovvero semplice cloruro di sodio arricchito con lo iodio.

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