Iperattività nei bambini: cos’è l’ADHD e cosa possiamo fare

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Si sente tanto parlare di iperattività nei bambini, ma non tutti sanno bene cos’è… innanzi tutto il nome scientifico è “Disturbo da deficit di attenzione / iperattività”, in inglese ADHD. Per darne una definizione precisa ricorriamo all’A.I.D.A.I. (Associazione Italiana Deficit Attenzione Iperattività):

Il Disturbo da Deficit di Attenzione / Iperattività, o ADHD, è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo. Esso include difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e del livello di attività. Questi problemi derivano sostanzialmente dall’incapacità del bambino di regolare il proprio comportamento in funzione del trascorrere del tempo, degli obiettivi da raggiungere e delle richieste dell’ambiente. E’ bene precisare che l’ADHD non è una normale fase di crescita che ogni bambino deve superare, non è nemmeno il risultato di una disciplina educativa inefficace e tanto meno non è un problema dovuto alla «cattiveria» del bambino.

Analizziamo la definizione di ADHD punto per punto

Cerchiamo di scomporre questa definizione per capire meglio cosa è l’ADHD.

1. Di cosa si tratta?

L’ADHD è un disturbo evolutivo.

Emerge con la crescita e non sempre è di facile diagnosi; alle volte si pensa che l’iperattività nei bambini sia dovuta a un carattere estremamente capriccioso o vivace, ma l’ADHD è un vero e proprio disturbo tanto che i bambini a cui viene diagnosticato sono tutelati dalla legge 104 e usufruiscono del docente di sostegno.

2. Quali difficoltà comporta?

Il distrubo da deficit di attenzione / iperattività nei bambini comporta difficoltà di attenzione e concentrazione, controllo degli impulsi e livello di attività.

Questi sono gli aspetti che vengono maggiormente interessati: scarsi livelli di attenzione e poca capacità a focalizzare le informazioni che vengono proposte (spesso a causa di un’irrequietezza motoria che accompagna il bambino e di un’impulsività accentuata). Immaginiamo le complicazioni non solo didattiche ma soprattutto sociali che queste caratteristiche possono comportare. Per gli altri bimbi possono passare in secondo piano le difficoltà di attenzione e di concentrazione, d’altronde molto comuni in una classe, ma è la difficoltà a controllare gli impulsi che alle volte può inficiare le relazioni con i compagni.

3.  Cosa questi bambini non sono in grado di fare?

Questi problemi derivano sostanzialmente dall’incapacità del bambino di regolare il proprio comportamento in funzione del trascorrere del tempo, degli obiettivi da raggiungere e delle richieste dell’ambiente.

I bambini con ADHD non riescono a sostenere lunghi tempi di studio o anche di inattività ma occorre alternare la didattica a momenti ludico-ricreativi che diano modo di rigenerarsi e sfogare l’impulsività. E’ necessario inoltre porre obiettivi a breve termine cercando di prefigurare quanto più possibile le attività giornaliere. Potrebbe essere utile costruire un’agenda delle attività giornaliere in cui scandire tempo studio e tempo gioco.

4. Come aiutare i bambini con ADHD e le loro famiglie?

E’ bene precisare che l’ADHD non è una normale fase di crescita che ogni bambino deve superare, non è nemmeno il risultato di una disciplina educativa inefficace, e tanto meno non è un problema dovuto alla «cattiveria» del bambino.

Super d’accordo! Non si tratta di un momento di vita di particolare agitazione, non ci sono colpe da attribuire né  ai genitori né  tanto meno ai bambini. Un tempo si confondeva L’ADHD con l’essere indisciplinati, svogliati, senza regole… oggi sappiamo che si tratta di un disturbo, di emozioni che il bambino non è  in grado di controllare e che irrompono in lui all’improvviso.

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Cosa fare in caso di disturbo da deficit di attenzione / iperattività nei bambini

Nei casi di ADHD risultano spesso efficaci training cognitivo-comportamentali che insegnano al bambino le modalità adeguate di richiedere ciò di cui ha bisogno e di canalizzare i propri impulsi in attività socialmente accettabili. Scegliete pochi obiettivi per volta, un paio di aspetti su cui poter lavorare, dando priorità a quegli atteggiamenti che vanno a inficiare l’apprendimento e le interazioni con gli altri. Ci sono tanti strumenti che potreste inventarvi, a seconda degli interessi del vostro bambino, delle sue motivazioni e del suo modo di essere… Ma di questo ne parleremo la prossima volta… Per il momento, condividi qui sotto le tue esperienze e non dimenticare che puoi pormi le tue domande, anche in forma anonima, seguendo le istruzioni della sezione Domande alla psicologa

 

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