Insegnante di sostegno per DSA: assolutamente no!

insegnante di sostegno per DSA

Oggi vi parlo dell’insegnante di sostegno per DSA, un tema molto dibattuto. Già in passato Social Mamma si è occupata dei DSA (o Disturbi dell’Apprendimento): ne abbiamo elencato i sintomi, abbiamo parlato della loro diagnosi e degli strumenti utili per gestirli, quindi abbiamo provato a dare qualche consiglio su come realizzare delle mappe concettuali e, da ultimo, abbiamo posto l’accento sulla utilità o meno degli strumenti compensativi. Qui, in breve, ci basti ricordare che i DSA sono 4 (dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia) e che ormai un po’ tutti abbiamo iniziato a conoscerli sia come genitori che come insegnanti.

Ci sono alcuni bambini che hanno uno solo di questi disturbi e altri nei quali ne è presente più d’uno: in ogni caso l’alunno con DSA non ha diritto all’insegnante di sostegno. Ciò, ovviamente, a patto che non sia presente alcun tipo di ritardo mentale, né vi siano altre componenti comportamentali quali L’ADHD.

Questo aspetto però non è sempre facile da comprendere:

come mai un alunno che presenta una difficoltà non può essere supportato da un punto di vista didattico in modo da riuscire a stare al passo con gli altri?

Ve ne illustro i motivi.

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Ecco il perché dell’inutilità dell’insegnante di sostegno per DSA

  1. Il bambino con DSA non ha deficit intellettivi: un bambino con DSA ha un quoziente intellettivo pari o addirittura superiore alla media. Non c’è, quindi, un ritardo mentale (nemmeno di lieve entità!!), ma siamo in presenza di un alunno che potrebbe diventare autonomo se opportunamente indirizzato, cosa che è tra le prerogative degli insegnanti curriculari.
  2. Il bambino con DSA ha diverse modalità di apprendimento: se proviamo ad adattare le nostre modalità di insegnamento alle modalita in cui un bambino con DSA apprende, noteremo subito che il bambino riuscirà ad ottenere gli stessi risultati dei suoi compagni (se non migliori!).
  3. I problemi derivano dalla scarsa formazione degli insegnanti: nonostante i disturbi di apprendimento siano oggi abbastanza noti nelle scuole, gli insegnanti non sono ancora accuratamente formati. Molti corsi sono stati fatti, ma non tutti i docenti sono oggi in grado di riconoscere i campanelli d’allarme dei disturbi di apprendimento né le strategie di apprendimento da loro utilizzate. Occorre investire in formazione e ripensare all’insegnamento di tutte le materie con metodologie innovative (mappe mentali e concettuali, strumenti compensativi e dispensativi) che, tra l’altro, finiranno per essere utili anche agli altri bambini della sezione.

E quindi… DSA formiamo chi non sa!

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