Insegnante di sostegno: come diventare quello ideale

Insegnante di sostegno

Oggi Social Mamma vuole affrontare un tema molto dibattuto tra i genitori di bambini e ragazzi disabili, quello dell’insegnante di sostegno. Quali caratteristiche dovrebbe avere? Come deve essere l’insegnante di sostegno ideale? - twitta questa frase! >  Mai come in questo caso c’è da dire che non esiste un insegnante di sostegno ideale se non altro perché questa è una professione d’aiuto e come tale è particolarmente esposta al rischio di burn-out.

Di cosa si tratta? Il termine letteralmente vuol dire “bruciare” o “scoppiare” e la traduzione letterale è una metafora già chiarificatrice, prendiamo comunque a prestito una definizione di Maslach per essere un po’ più precisi:

E’ la sensazione psico-fisica di chi non è equipaggiato ad affrontare una situazione stressante da un punto di vista lavorativo che si manifesta in esaurimento emotivo, depersonalizzazione e ridotta realizzazione personale.

Proprio in risposta a questa sindrome e ai disagi che può innescare sia nel docente che nei bambini, ci sono delle caratteristiche di cui è bene “munirsi” per poter prestare un servizio davvero efficace e di qualità.

Le tre caratteristiche dell’insegnante di sostegno

  1. Resilienza: la capacità di saper affrontare le difficoltà della vita. Secondo la psicologa Kobasa, dell’Universita di Chicago, una persona resiliente è una persona che si impegna e si mette in gioco, ha capacità di controllo delle situazioni anche impreviste - twitta questa frase! >  che possono capitare e prova gusto per le sfide;
  2. Proattività: agire di propria ispirazione, in direzione futura, con lo scopo di migliorare o cambiare sé stessi o la situazione (Parker, Williams, & Turner, 2006). In questa definizione ritroviamo una delle più utili caratteristiche di un insegnante di sostegno: essere proattivi! Ingegnarsi, confrontarsi, mettersi in discussione, ripensarsi sempre in forme nuove - twitta questa frase! >  anche perché ci si interfaccia con diversi tipi di disabilità e quindi ogni volta bisogna essere pronti a gestire situazioni differenti;
  3. Empatia: la capacità di sapersi mettere nei panni degli altri. Sentire ciò che provano gli altri - twitta questa frase! > , è davvero importante quando si lavora con persone con disabilità psico-fisiche. È chiaro che è un obiettivo quasi impossibile da realizzare ma è anche vero che ci sono persone più o meno sensibili e sarà proprio questa maggiore sensibilità a suggerire le strategie più opportune per intercettare i bisogni dell’altro.
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L’importanza della formazione continua

Queste abilità vanno allenate con il tempo e con coscienza personale oltre che professionale. C’è poi un aspetto su cui un insegnante di sostegno non può transigere: la formazione. Solo se ci attrezziamo adeguatamente, se riforniamo la nostra cassetta degli attrezzi, se ci aggiorniamo, possiamo rafforzare le nostre spalle e metterci davvero a disposizione dei nostri bambini. Formarsi non è solo utile, è indispensabile e poi, lasciatemelo dire, come tutte le cose questo lavoro viene bene solo se ci metti tutto l’amore di cui sei capace - twitta questa frase! > !

Buon lavoro a tutti voi!

 

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