I gruppi Whatsapp delle mamme: utili, allegri, un po’ pettegoli

gruppi whatsapp delle mamme

Ormai i gruppi Whatsapp delle mamme sono una realtà dalla quale è impossibile sottrarsi: chat e Social sono sempre più indispensabili, ci tengono compagnia, ci fanno divertire e oggi… ci dicono anche quali compiti ha avuto nostro figlio! Eh sì, è finito il tempo di chiamare le altre mamme per “chiedere i compiti” quando il vostro bambino è stato ammalato e non è andato a scuola o quando, distratto, non è riuscito ad annotarli sul diario: il gruppo Whatsapp delle mamme rende tutto più semplice. Ma i genitori di oggi sono scatenati e si sono inventati gruppi Whatsapp ormai per tutte le attività dei loro bambini: oltre la scuola ci sono i gruppi del catechismo, del calcetto, della piscina, della danza.

E quindi a Social Mamma tocca analizzare questo curioso fenomeno e a vedere cosa c’è di positivo e a cosa bisognerebbe prestare attenzione.

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I vantaggi dei gruppi Whatsapp delle mamme

  • I gruppi Whatsapp delle mamme fanno nascere delle community – questo sistema di messaggistica istantanea ha dato vita a delle vere e proprie comunità di pratica (Wenger, 1998) che condividono gli stessi obiettivi e usano le stesse modalità di scambio di informazioni. Ma non solo… all’interno di queste community viene condiviso anche ciò che succede ai piccoli in classe in modo da essere sempre informati sulla vita scolastica dei propri figli. Comodo no?
  • I gruppi Whatsapp delle mamme ci mantengono sempre informati – sono finiti i tempi in cui bisognava chiamare l’amichetto per chiedere i compiti (che poi magari non li aveva presi nemmeno tutti…) e allora iniziava una enorme catena di Sant’Antonio. Oggi quasi in tempo reale i genitori trovano nero su bianco ciò che serve loro. Della serie “chiedi e ti sarà dato”.
  • Nei gruppi Whatsapp delle mamme non si parla solo di scuola – queste chat diventano anche l’occasione di confronto su altri aspetti della vita scolastica come ad esempio gli sport, il tempo libero o le iniziative che ci sono in giro per i bambini. Si discute, ci si confronta e si chiariscono così i 1000 dubbi che ci assalgono.

I pericoli dei gruppi Whatsapp delle mamme

C’e però, come in tutte le cose, il rovescio della medaglia… E forse proprio gli stessi aspetti positivi se portati all’eccesso possono diventare campanelli d’allarme. Vediamo cosa può succedere:

  • Effetto di deresponsabilizzazione dei bambini – immaginate un bambino di scuola primaria che sta per appuntare i compiti sul suo diario. La maestra detta troppo in fretta o lui si perde in chiacchiere o a giochicchiare con i compagni. L’idea che poi tanto c’è mamma che scrive sul gruppo Whatsapp e chiede i compiti, disincentiverà la sua motivazione a darsi da fare perché è rimasto indietro. Questo modo di ragionare a lungo andare potrebbe portare il bambino a non riuscire a prendersi le proprie responsabilita. Non possiamo crescere con l’idea che ci sarà sempre qualcuno che farà le cose al posto nostro.
  • Non sempre tutto è come sembra – la vita scolastica dei vostri figli sarà impossibile da conoscere semplicemente perché non siete lì presenti assieme a loro e anche se un genitore captasse qualche episodio e raccontasse nel gruppo Whatsapp qualcosa che ha visto, difficilmente la sua sarebbe la corretta interpretazione degli eventi. Senza contare quanto è bello farsi raccontare le cose direttamente dai nostri cuccioli, un abitudine che non perderei!
  • Nei gruppi Whatsapp delle mamme talvolta si spettegola – spettegolare non fa bene a nessuno e qualche volta succede che questi gruppi diventano un crogiolo di pettegolezzi e maldicenze. Se ne dicono di tutti i colori: sui genitori stessi, sulle maestre e qualche volta vien fuori qualche parola di troppo anche sui bambini che, dal canto loro, nei fatti dei grandi non chiedono proprio di entrare. Parlarsi faccia a faccia resta sempre il modo migliore per capirsi!

L’articolo di Repubblica sui gruppi Whatsapp delle mamme

Ma c’e’ di più… Secondo un articolo pubblicato su Repubblica, alcuni genitori nelle chat si lasciano andare più facilmente ad offese anche nei confronti dei figli degli altri genitori. In tal caso basta davvero poco ad accendere la miccia!

Perché nelle chat delle mamme si innescano meccanismi di conflitto?

Il motivo è presto detto: si creano un Ingroup e un Outgroup

Che cos’è l’Ingroup?

Come tutti gruppi, anche quelli virtuali innescano un meccanismo psicologico automatico:

la chat dei genitori diventa un ingroup, ovvero un gruppo interno al quale solo le persone con determinate caratteristiche possono far parte

Nel caso di un gruppo Whatsapp delle mamme, ovviamente, la caratteristica comune è quella di essere tutti genitori di figli appartenenti alla stessa classe.

La creazione di un ingroup crea un forte senso di coesione tra i membri del gruppo, di interdipendenza reciproca e porta all’utilizzo di un repertorio condiviso. Troppo complicato? Macché! Un repertorio condiviso non è altro che l’uso di particolari espressioni tipiche del gruppo, di modi specifici di etichettare altre persone, etc..

Quali sono i rischi legati all’Ingroup?

Il gruppo non è semplicemente la somma delle singole parti e quindi, sebbene si crei un forte affiatamento tra i membri e sorgano legami emotivamente significativi, non è detto che tutti siano disposti a comportarsi allo stesso modo degli altri! Facciamo un esempio concreto:

Nelle chat di Whatsapp si creano forti aspettative per ogni “mossa” che fa un partecipante: scrivo un messaggio e mi aspetto che altri rispondano, gli altri rispondono e si crea una conversazione quasi a ciclo continuo che parte da un’informazione magari utile, ma sfocia in argomenti totalmente diversi.

Ora c’è da chiedersi:

  • sono tutti disposti a stare dietro a queste digressioni?
  • e noi siamo disposti a tollerare che ci siano persone che scrivono solo quando desiderano ricevere o dare informazioni scolastiche?
  • come appaiono loro ai nostri occhi, anzi al nostro schermo?

Come al solito si tratta di “condivisione degli obiettivi”: non tutti condividono l’aspetto emotivo che lega i membri del gruppo, alcuni potrebbero limitarsi a condividere il bisogno di informazioni e rimanere legati al gruppo esclusivamente per questo motivo.

E l’outgroup?

Verso l’outgroup, ovvero gli “esterni” al gruppo, si creano fisiologicamente dei sentimenti negativi anche per il solo fatto di non condividere il destino che accomuna il resto dei membri. Anche in questo caso, facciamo un’ esempio concreto:

l’outgroup, in questo caso, potrebbe essere il gruppo delle insegnanti che per ovvi motivi hanno caratteristiche differenti da quelle del gruppo dei genitori: noi siamo i genitori-voi siete le insegnanti una sorta di partita di calcio in cui tutti hanno voglia di vincere ma ognuno indossa una maglia diversa.

L’outgroup che genera il conflitto nelle chat di whatsapp delle mamme

Ma l’outgroup, ed è questo il caso in cui si innescano più di frequente i meccanismi di frizione, potrebbe diventare lo stesso gruppo di genitori che, come detto prima, non condivide appieno tutti gli obiettivi per cui il gruppo è nato e, può sembrare assurdo, ma di  qui ad arrivare ad offendere i figli dell’altro genitore il passo è breve.

Quale morale possiamo trarre?

Insomma quale morale possiamo trarre da questa analisi sulle chat di Whatsapp delle mamme? Bene… attenzione a:

  • Non perdere di vista il vero motivo per il quale la chat di Whatsapp nasce: condivisione di informazioni utili in merito alla vita scolastica dei propri figli
  • Non pretendere che tutti i membri debbano condividere le nostre modalità di stare in gruppo
  • Considerare che il rapporto faccia a faccia resta comunque la modalità da privilegiare sia con le insegnanti che con gli altri genitori in quanto di sicuro lascia meno spazio alle incomprensioni!

Chattate quindi ma con parsimonia 🙂

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