Donne pagate meno degli uomini: la storia di Margret, donna coraggiosa

Donne pagate meno degli uomini

Avreste mai pensato che in un Paese ricco e civilmente avanzato come la Germania ci possano ancora essere discriminazioni di genere? Ebbene sì, la storia di Margret Jonik ci fa capire che purtroppo le discriminazioni di genere sono dure ad essere sradicate!

Siamo ad Amburgo, Margret è un’operaia presso la Süderelbe Logistik, una ditta di trasporti nei pressi del porto più famoso della Germania; Ventun anni dedicati al lavoro, un lavoro che poco spazio lascia all’indole femminile ma che Margret svolge con determinazione e dedizione… almeno la stessa dei suoi colleghi maschi.

Le donne in Germania guadagnano il 24% in meno degli uomini

Già perché è proprio questo il punto! Non bastano le stesse scarpe con la punta d’acciaio ai piedi per percepire lo stesso stipendio degli operai uomini e anche le statistiche governative tedesche lo dimostrano: nel Paese con una donna cancelliere le donne guadagnato il 24% in meno dei loro colleghi pur occupando le stesse posizioni e impegnandosi nelle stesse mansioni! Come mai?

Stereotipi di genere ancora dilaganti sono alla base di questa disparità di trattamento che purtroppo ci permette di dire che “tutto il mondo è paese”! Ancora in Germania rimane forte l’idea che la donna debba dedicarsi a “Kinder – Küche – Kirche“: bambini – cucina – Chiesa. Ma la nostra coraggiosa protagonista ha voluto dire il suo “basta” e cercare di cambiare quello che sembra essere l’ordine naturale delle cose. Cosa ha pensato di fare?

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Margret vince la sua battaglia e traccia la strada per 36 colleghe

Nel 2006 la Germania stessa ha promulgato la legge anti-discriminazione che dà diritto ai lavoratori di citare in giudizio la propria azienda in caso di discriminazioni. Ridicola la reazione dell’azienda che ha cercato di difendersi dicendo che in realtà la donna era negli uffici e non impegnata nelle stesse mansioni dei colleghi o che ha tenuto a sottolineare una fantomatica mancanza di formazione da parte del personale femminile.

Niente da fare per la ditta amburghese che depone le armi e decide di scendere a patti: la Jonik ha il 13% di aumento in busta paga e ora guadagna ben 200 euro al mese in più. Ma la cosa più straordinaria è che la sua battaglia ha innescato quella di altre 36 colleghe che oggi hanno salari più alti.

“Quando si pensa alle discriminazioni – dice l’inviato speciale Shannon Smiley, del Washington Post – ci si sofferma su quelle che coinvolgono i paesi in via di sviluppo dove le donne mancano dei più elementari diritti ma in molti Paesi ricchi i pregiudizi di genere ci sono ancora, sono solo più difficili da vedere”

Quello che ha fatto la nostra amica Margret – aggiungiamo noi di Social Mamma – potrebbe sembrare abbastanza banale e scontato: ha semplicemente chiesto che fosse applicata la legge… Eh no! Non ha fatto semplicemente questo! Ha avuto il coraggio di non rassegnarsi, di affrontare le cose senza l’appoggio di nessuno, sicuramente osteggiata dai suoi cari colleghi che erano stati molto attenti a tenerle tutto nascosto. Sola contro tutti…

Forse è questo il pensiero che le è passato per la mente e che noi regaliamo a voi:

“Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, l’intelligenza di saperle distinguere.” — Tommaso Moro

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