Bambini e tablet – Nativi digitali o generazione touch?

bambini e tablet

Li chiamano “nativi digitali”, sono tutti quei bambini che sono nati a colpi di tastiera e sono cresciuti in case dove era presente almeno un pc. Se la nostra generazione ha avvertito il passaggio dall’epoca scritta a quella digitale, i nostri figli sono stati catapultati nel mondo dei pc, degli schermi piatti, della rete, del wi-fi. Cliccare, digitare, scansionare, questi sono i verbi che ormai fanno parte del nostro (e ancor più del loro!) vocabolario quotidiano con tutti i pro e contro che ogni cambiamento comporta: oggi parliamo di bambini e tablet, mouse e dito, pro e contro.

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Bambini e tablet: è una generazione touch

Ma la tecnologia ci trascina come un uragano e mentre siamo sul punto di avvertire quanto i nostri figli siano “digital”, ci rendiamo conto che sono diventati qualcosa di diverso: grazie a tablet e smartphone siamo di fronte a una vera e propria generazione touch - twitta questa frase! > .

Le dita dei nostri bambini scivolano sugli schermi dei tablet o degli smartphone quasi a disegnare le parole, con gesti naturali. E queste tavolette iper-tecnologiche diventano quasi prolungamenti delle loro piccole dita: la fusione tra corpo e oggetto ci racconta di stili di apprendimento che cambiano, di mode con cui stare al passo, del bisogno di sentire che si sta avendo un effetto immediato e diretto sulla realtà.

E cosi come i nostri bambini puntano il dito contro di noi, lo fanno con i tablet, i telefonini, gli schermi - twitta questa frase! >  abbattendo così ogni barriera fisica per entrare in quella che Bauman chiama realtà liquida.

Se il mondo touch può affascinare per il suo stile accattivante e di tendenza, dobbiamo stare attenti anche ai rischi che esso comporta. Proprio come suggerisce Bauman, può capitare che nel ‘mondo liquido’ senza più barriere,  siamo tutti migranti ovvero perdiamo di vista la nostra vera identità - twitta questa frase! >  che, quindi, rischia di scivolare come le nostre dita sui touch.

Bambini e tablet: sì o no? Se sì, da che età? Se no, perché?  

A molti genitori viene quasi spontaneo comprare uno di quei tablet per bambini o almeno scaricare applicazioni per i figli sul proprio smartphone. Sembra che oggi sia una tappa obbligata quasi come imparare a camminare o conoscere l’alfabeto.

Ci sta che questi strumenti attirino i nostri piccoli più di ogni altra cosa… e non è difficile comprenderne i motivi:

  1. sono multimediali – immagini, musica, colori, gli stimoli provengono contemporaneamente da un’unica fonte e quasi rapiscono chi li usa, piccoli o grandi che siano 🙂
  2. risvegliano i sensi – la ricchezza di stimoli chiama in causa quasi tutti i sensi: vista, udito e, grande novità dei nostri tempi, sopratutto il tatto. Le nostre dita diventano delle bacchette magiche capaci di dare un comando, di eseguire un’azione e questo per i bambini è davvero una cosa straordinaria.
  3. app meravigliose – c’è poi da dire che chi crea le app sa come fare il suo mestiere. Ormai c’è una app per tutto, per non parlare dei giochi… tutti studiati nei minimi dettagli e capaci di catapultare il proprio supereroe in un mondo interattivo.

Tutto bello, tutto meraviglioso, tutto eccitante…ma è davvero sempre così? O ci sono anche dei rischi? Beh più che rischi…come in tutte le cose il troppo stroppia. Mamme, papà può succedere che…

  1. i piccoli diventano dipendenti da tablet o smartphone – questo aspetto viene sottovalutato da molti genitori perché sono spesso proprio i genitori i primi a esserlo e a non rendersene conto. Tablet sì, ma non sempre è non dovunque. Non è bello vedere pranzi con bambini che mangiano furtivamente la loro pasta per poi tornare subito a giocare al tablet.
  2. a non tutti piace il tablet – vi sembrerà strano saperlo ma non a tutti i bimbi piace il tablet. Ce ne sono alcuni che, per fortuna, ancora preferiscono i giochi più classici. Come mai? E’ questione di inclinazioni naturali! Quindi imparare ad usarlo non è una tappa obbligata ma solo un interesse in più da aggiungere ad altri.
  3. il tablet disturba il sonno – no a tablet o smartphone prima di andare a nanna, attivano i neuroni in maniera esponenziale e non aiutano il bambino a rilassarsi e ad abbandonarsi dolcemente al sonno. Spegnerli, quindi, un po’ prima di andare a dormire e attingere al nostro buon vecchio patrimonio di canzoncine resta ancora la scelta più giusta per andare a letto tranquilli.

E voi che ne pensate? I vostri bambini si divertono a trascinare le loro piccole dita laboriose su queste lavagnette magiche? Hanno cominciato a usare tablet e smartphone anche prima di imparare a leggere? Fatemelo sapere! Sono curiosa!

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