Bambini che non interagiscono con altri bambini: i miei 3 consigli

Bambini che non interagiscono con altri bambini

Siamo in piena estate e di occasioni proficue per la socializzazione ce ne sono a bizzeffe! Basti pensare agli oratori, ai campi estivi, ai lidi ma anche ai parchi o alle gite fuori porta. Tutto intorno a noi è campo fertile per fare in modo che i bambini interagiscano tra di loro! Ma è sempre così? Tutti i bambini ai avvicinano spontaneamente ai loro coetanei o c’è qualcuno che fa fatica e che preferisce non allontanarsi troppo da mamma e papà? Certo che ci sono!

Perché alcuni bambini hanno difficoltà a interagire con altri bambini?

Perché accade questo? Possiamo individuare tre cause di base che possono portare un bambino ad avere difficoltà di interazione con i coetanei.

  1. tratti di personalità: ci sono dei bambini che per carattere sono portati a essere più introversi e riservati, più timidi e poco espansivi;
  2. abitudini familiari: una famiglia poco abituata ad uscire, a interfacciarsi con altre famiglie, a conoscere nuovi posti è una palestra inefficace di socializzazione;
  3. adulti non facilitatori: agli insegnanti, agli educatori, ai genitori e a tutti gli adulti significativi che ruotano attorno al bambino spetta l’ingrato compito di strutturare la relazione così come quando si fa programmazione didattica. È necessario che siano da anello di congiunzione all’interno del gruppo che fa fatica a compattarsi o del piccolo che non riesce a capire il piacere del passare del tempo con il proprio amichetto.
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I consigli per i genitori dei bambini che hanno difficoltà ad interagire con altri bambini

Quali strategie allora escogitare per creare un contesto relazionale supportivo per i nostri bambini?

  1. rispettate i tempi del bambino: senza creare troppi allarmismi, potrebbe darsi che il piccolo non sia ancora pronto per approcciarsi in maniera adeguata agli altri. Ha semplicemente bisogno dei suoi tempi! In questo caso sarà opportuno osservare come procede la sua vita sociale alla scuola dell’infanzia quando inevitabilmente gli si presenteranno tante occasioni di scambio. Come reagisce il bambino? Quale atteggiamento manifesta? È indifferente, infastidito dalla presenza degli altri? Di qualcuno in particolare? Osservate, analizzate, fatevi queste e tante altre domande… - twitta questa frase! >  potrebbero aiutarvi a capire se è quando intervenire;
  2. la famiglia come palestra di socializzazione: in famiglia stessa o anche nell’incontro con altre famiglie abbiate cura di allenare il bambino ai primi approcci con i pari. Per quanto è possibile siate arcipelaghi non isole - twitta questa frase! > questo sarà d’esempio per il vostro bambino, sarà un pò come dirgli: guarda, come è piacevole stare in mezzo alla gente (sopratutto quando non è invadente 😉 )
  3. strutturate le relazioni quando vi sembra che il bambino non riesca ad approcciarsi autonomamente ai suoi compagni: preparate il terreno insomma, create momenti di condivisione “obbligata”, giochi di ruolo, occasioni in cui per raggiungere un obiettivo non si può fare a meno di chi ci sta intorno. A scuola sarà ancora più facile oltre che divertente.

Come dice un famoso proverbio: “chi trova un amico trova un tesoro - twitta questa frase! > “, lasciate che i vostri bambini scoprano quanti più tesori possibili. In bocca al lupo 🙂

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