Assistente sessuale per disabili: non è certo una prostituta

Assistente sessuale per disabili

L’argomento di oggi è tanto sconosciuto quanto delicato e parte da un presupposto: anche i disabili hanno bisogno di soddisfare il proprio desiderio sessuale, anzi ne hanno tutti i diritti!

Lo gridiamo a gran voce con il rischio di banalizzare questo concetto, forse semplicemente perché alcuni potrebbero ritenerlo scontato o, ancora peggio, perché alla maggior parte sia proprio sfuggito di mente! Già perché mentre la nostra società abbonda di messaggi maliziosi, comunicazioni subliminali, sovra esposizione del corpo come lasciapassare verso chissà cosa, c’è di fatto che ci sta sfuggendo qualcosa… e che, come al solito, gli altri Paesi sono già ben più avanti di noi.

La figura dell’assistente sessuale per disabili in Europa

In Svizzera, Danimarca, Olanda, Svezia e Germania già da diversi anni la figura dell’assistente sessuale per disabili è riconosciuta dallo Stato, in Olanda il servizio è addirittura a carico del sistema sanitario, un lavoro a tutti gli effetti con specifica formazione, debitamente retribuito e che molto assomiglia a quello dei terapisti e dei fisioterapisti.

E in Italia? Qualcosa inizia a muoversi…c’è una novità! A gennaio, a Bologna, partirà il primo corso di formazione per terapisti sessuali per disabili ma, il paradosso è più sorprendente della novità: pur ricevendo un attestato, gli specialisti non potranno lavorare anzi potrebbero essere penalmente perseguibili!

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Un’assistente sessuale per disabili non è una prostituta

Come mai? L’errore che a volte si fa è quello di paragonare questa figura a quella di una prostituta. Non è di questo che si sta parlando. Si sta parlando di capire che anche i disabili hanno dei bisogni e se riconosciamo i loro bisogni dobbiamo riconoscere i loro diritti. Possiamo ammettere che siamo ancora in una fase di impasse in cui non si sa bene verso che direzione andare: ma allora parliamone, riflettiamo su ciò che di concreto si potrebbe fare con la consapevolezza che… “La carezza di una persona cara… culla il nostro dolore meglio di tutti i ragionamenti del mondo” (Lucien Arréat, Riflessioni e massime, 1911)

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